domenica 18 aprile 2010

Basilicata Coast to Coast: un film regionale.


"Confesso sono nato in Basilicata", ma questo non significa che sono di parte. Ma dalla parte di chi vi state chiedendo? Del film? Del figliol prodigo Rocco Papaleo ritornato a celebrare le proprie origini? O della Lucania e di tutte le istituzioni locali che hanno permesso un'opera che celebri prima di tutto se stessa.

Basilicata Coast to Coast è un spot turistico, un video promozione da Pro Loco, un film cartolina che ha prima di tutto un pregio, essere un film godibile. A godere è prima di tutto lo spettatore italiano, che incredulo guarda al film, tra una risata e l'altra, come ad una puntata di Super Quark. Ma gode anche lo spettatore lucano, che nella sua provincialità guarda al film cercando un riflesso della propria identità. Parliamoci chiaro il Lucano "medio" non fa che celebrare se stesso, perché il suo è un complesso di inferiorità nazionale. Il Lucano "medio" è l'esportatore del "prodotto tipico", il condottiero della tipicità e quindi dell'unicità. Ed ecco che qui il lucano si fa anche creatore, ricercatore di un linguaggio che gli permetta di farsi notare tra le grandi. Così Basilicata Coast to Coast inaugura un nuovo filone cinematografico. Dopo il neorealismo e il modernismo cinematografico italiano, Papaleo inventa il film regionale.

Ma il suo perché, questo genere, lo troverà nel folklore, nella sagra di paese, nel prodotto tipico. Perché fare un film sulla Basilicata significa prima di tutto parlare del peparulo crusco, del fagiolo di Sarcone e dell'aglianico del Vulture. Mentre la storia del Coast to Coast è un misero pretesto per cercare di guardare con più lentezza certi paesaggi, certi volti e certi dialetti. Ma noto che il film dura pressappoco quell'ora e mezza che ci vuole appunto a fare la Basilicata costa a costa, dal Tirreno allo Ionio, con la macchina. I dieci giorni di camminata mistica nella terra Lucana, si perdono quindi in quella durata convenzionale, giusto quel poco che serve a distrarre un pubblico che vuole distrarsi.

Allora la parte la prendo e la prendo da cittadino lucano. Il film è un evidente operazione commerciale e promozionale. Ma senza denigrare le ovvie leggi di mercato, chiediamoci prima di tutto a chi è destinato il guadagno di questo commercio. Quello che c'è veramente da raccontare della Basilicata è che essa è vittima di una logica sfortunata. Vittima dei padroni che sfruttano le risorse (acqua e petrolio) e ne fanno oro per le proprie tasche. Vittima di una politica che non cambia da anni. Vittima dei giovani che se ne vanno. Vittima perché Cristo si è fermato ad Eboli. Vittima di Rocco Papaleo e del suo film regionale che non serve, se non alle sue tasche e alle tasche della regione.

Roberto Mazzarelli

13 commenti:

  1. ormai nel mondo di oggi non esiste più nessuno che faccia un piacere a qualcuno...come questo film che come hai ben detto è "...Vittima di Rocco Papaleo e del suo film regionale che non serve, se non alle sue tasche e alle tasche della regione".
    Io penso comunque che la basilicata è molto più di questo... !!! Complimenti Rob...

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  2. Ciao, credo che abbiate frainteso completamente il film in se.
    Della Basilicata nel film c'è, realmente, poco o nulla di veritiero. C'è una poetica molto evidente invece di Rocco Papaleo, un modo particolare di raccontare l'amore, i sentimenti, i rapporti umani con lo sfondo della Basilicata, che in questo caso non mi sembra assolutamente sfruttata ai fini propagandistici ( i calanchi, Craco vecchia, la spiaggia di Scanzano Jonico non mi sembrano proprio luoghi accattivanti per uno spot promozionale...).
    Coma al solito invece leggo critiche a tutto spiano da lucani verso un lucano, il quale avendo ormai raggiunto il successo senza nessuna forma di appoggio politichese potrebbe, per sua stessa ammissione, strafottersene della Basilicata in se e fare le sue cose sereno. Invece, fa un film che è un suo film, che parla di amore, di sentimenti e di piccole cose, e che ha come sfondo la nostra terra.
    Una terra che per prima non cresce non solamente per il malgoverno, ma anche per la "pigrizia mentale" dei suoi abitanti e per la pessima abitudine degli stessi di criticare il vicino di casa per qualsiasi iniziativa intraprenda...
    Tocca rivederlo e magari ripensare.
    Renato Pezzano

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  3. Caro Renato, voglio ricordarti che il lucano di cui tu parli (Papaleo) spesso nei suoi concerti di teatro canzone ha sempre criticato la Basilicata. Ma sai alla fine Basilicata coast to coast è stato prodotto, oltre che dalla Eagle Picture, anche dalla regione Basilicata. Si tratta di quasi la metà dei fondi annuali destinati alla cultura. Fondi che vanno a finire in un film di una persona che ora gli fa comodo risentirsi lucano. Ma guarda si tratta di punti di vista e credo che al di là dell'"amore, sentimento e rapporto umano", non ci sia solo uno sfondo, una scenografia che noi chiamiamo Basilicata, ma ci sia molto di più. E' facile rimanere alla superficie, guardare alla storia dei 4 lucani, guardare alla storia d'amore tra Gazzè e la Mezzogiorno ecc.
    Lo sfondo di cui tu parli è solo una maschera, una patina sbiadita e fatta di una serie di clichè di cui noi Lucani andiamo fieri.

    Roberto Mazzarelli

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  4. io devo ancora vederlo Rob, prometto che presto ti dirò la mia, un abbraccio!
    Mario Di lorenzo

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  5. renato pezzano19 aprile 2010 02:15

    Caro Roberto, capisco bene a cosa ti riferisci parlando di patina e di maschera, però il mio disappunto è verso questo ipercriticismo spinto sempre nei confronti di noi stessi.
    Certo, i fondi saranno anche troppi, ma sempre meglio impiegarli in un'operazione su scala nazionale che porta comunque la Basilicata in tutte le sale cinematografiche d' Italia e non magari buttare qualche centinaio di migliaia di euro per qualche festival di due giorni che poi si chiude all'insegna del nulla assoluto, solo per far "lavorare" qualche figlio di padre illustre.
    La mia risposta vuol essere solo un appello a non criticare a spada tratta sempre e comunque perchè magari, visto che anche tu ti occupi di produzioni cinematografiche, a te non hanno dato i fondi e a lui si. E te lo dice uno che pur facendo musica in questa regione da 20 anni fondi non ne ha mai presi nè chiesti...
    Bisogna anche considerare che Rocco Papaleo in questo momento è uno di quei pochissimi lucani che ce l'ha fatta. Quindi non mi meraviglia il fatto che magari delle risorse economiche vengano investite su di lui e non gettate al vento in iniziative che nascono e muoiono nel giro di una giornata.
    almeno questo è un film, sulla Basilicata, con la Basilicata e con un attore e regista lucano che resta...

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  6. Ma guarda qui non si tratta di voler fare ipercriticismo ad ogni costo, qui si tratta di tirar fuori il vero e scusami il linguaggio, sti cazzi se ad essere criticato è uno dei nostri. E comunque io collaboro in uno di quei festival che tu critichi, bè ti posso dire che è pur vero che qui in Basilicata ci sono tanti festival di cinema inutili, ma altri operano verso una ricerca linguistica e di innovazione cinematografica. Che poi parliamoci chiaro come dici tu il popolo lucano è pigro mentalmente e quindi evita di andare a vedere festival in cui esce fuori un concetto ben definito di arte, ricerca e autorialità. Il popolo lucano preferisce andare a vedere se stesso in Basilicata Coast to Coast, un film spensierato senza nessun tipo di pretesa, se non da blockbuster. Questo è il popolo lucano.... La Basilicata è un posto in cui fa più risalto un Papaleo che non un premio Nobel che viene a fare da giurato ad un festival di cinema. Ma ovviamente se tu chiedi ad un lucano chi è Gao Xingjan non sa neanche chi è!

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  7. Non sono lucano quindi non posso essere di parte! Secondo il mio modesto parere avete ragione entrambi. Però Roberto impara che la gente (purtroppo) ama di più andare a guardare un film "leggero e divertente" piuttosto che un festival di cinema dai contenuti non comprensibili a tutti. Ciao

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  8. Basilicata lost to lost!:(

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  9. A me questo film non è piaciuto per niente, mica siamo così antiquati noi lucani? Non mi è sembrato che abbia fatto una pubblicità positiva alla nostra regione.

    Anna

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  10. Film noioso! Sarebbe stato meglio risparmiare i soldi per una pizza con gli amici. Voto: 5

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  11. Premesso che non sono Papaleo sotto falso nome e che non ho avuto nessun rapporto con la produzione del film, quoto Renato Pezzano e aggiungo che:

    1. Le istituzioni hanno il compito di promuovere l'economia e il turismo è un comparto importante dell'economia. Per promuovere il turismo è fondamentale la promozione del territorio. Per comprare gli stessi spazi che ha avuto sui media grazie a questo film la Regione avrebbe dovuto spendere centinaia di volte tanto. Senza contare l'effetto diretto del film.

    2. Le istituzioni hanno il compito di promuovere la cultura e "Basilicata Coast to Coast" è comunque un film che propone un modo di interpretare e vivere i valori dell'esistenza. Un modo forse leggero e superficiale secondo chi si sobbarca il peso della Cultura e affonda nelle profondità dell'umana sofferenza, ma vivaddio... rappresenta anch'esso una produzione culturale

    3. Da cittadino lucano sono soddisfatto di come sono state usate le mie tasse in questa circostanza rispetto a quando le vedo buttare come una goccia nel mare dei milioni di euro (9, 18, 45 non sono riuscito a capirlo, ognuno dice con certezza una cifra diversa) che andranno a finanziare un inutile spettacolo "son & lumière" sulla diga di Senise che non produrrà mai un centesimo di guadagno per quel territorio.

    4. Gli operatori della cinematografia credo sappiano già che "carmina non dant panem", per citare un altro celebre corregionale. Quindi, se vogliono "fare arte", si dovranno accontentare di pochi spiccioli e di premiarsi tra loro nei vari festival, ma non rinunceranno a quello che ritengono (molti a torto) il loro genio. Coloro che accettano il cinema come industria sanno che vince chi fa pubblico. E coloro che investono denaro (pubblico o privato) ovviamente puntano su costoro e non sugli altri.

    5. L'immagine che il film dà dei lucani la trovo... postmoderna, altro che arretrata. I personaggi hanno nevrosi degne dei newyorkesi di Woody Allen. E se vanno in giro su un carro è anche vero che si portano dietro un notebook alimentato ad energia solare! Un mix di modernità e tradizione/ambientalismo che è uno dei paradigmi caratteristici del mondo contemporaneo.

    Scusate la mia prolissità, Gerardo

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