sabato 2 ottobre 2010

Carnivale


Credo che ancora oggi, a distanza di ben 8 anni, siano in pochi a conoscere Carnivale, serie televisiva prodotta dall'autorevole canale satellitare americano HBO (Sex and City, I Soprano, Six Feet Under) e ideata da Daniel Knauf. Le colpe, come è facile intuire sono tutte da imputare ad una cattiva programmazione televisiva, oltre alla difficoltà di inserire sul mercato un prodotto qualitativamente troppo alto per gli standard comuni. Carnivale è un prodotto di nicchia, quella nicchia che si identifica in una ideologia da molti difesa e appoggiata, ovvero che le serie televisive, oggi, sono qualitativamente superiori a qualsiasi prodotto cinematografico in circolazione. Basterebbe citare Dexter e Six Feet Under per crederli ed entrare a far parte di questo partito.
Ma a volte la qualità non basta, soprattutto per una serie come Carnivale, troppo dispendiosa per durare più di due stagioni, interrompendo, molto probabilmente, un flusso narrativo che avrebbe voluto che la storia continuasse ancora per un po'. Si dice infatti, che lo stesso Daniel Knauf, vistosi tagliare i fondi per una possibile terza serie, si sia rivolto poi alla Show Time. Questo succedeva nel 2005. Possiamo quindi rassegnarci oggi, ad ogni possibile ripensamento e considerare Carnivale come un capitolo chiuso, per quanto incompleto. Eppure mi riesce difficile non pensare, che dopotutto, è un bene che questo serial si sia concluso in quel preciso momento, lasciando ogni possibilità di sviluppo all'immaginazione dello spettatore. Perchè questo? Fondamentalmente per una questione tematica. Carnivale affonda le sue radici nel più antico dei temi: la lotta fra bene e male. Ma attenzione le modalità di svolgimento del tema sono tutt'altro che classiche o scontate. Non ha niente da invidiare alle opere postmoderne di Lynch. Cito lui, perché Carnivale, deve tanto al regista di Inland Empire. Uno dei protagonisti della serie è infatti il nanetto di Twin Peaks.
Ma ritorniamo al tema. Bene e male, entrambi in lotta per l'ottenimento del "dono" assoluto, ovvero la possibilità di donare e di togliere l'elemento più prezioso dell'esistenza: la vita.
Come ho già detto il tema è antico come il mondo e credo che nella sua primitività si evidenzia la sua capacità infinitesimale e quindi "seriale" di prolungarsi in eterno. Dalla nascita dell'uomo ad oggi. Carnivale, quindi avrebbe potuto mostrarci ancora e ancora le possibilità di incontro e scontro tra le due fazioni rivali. Ma in questo continuum ci avrebbe semplicemente rappresentato solo ed esclusivamente la ripetitività e la non-conclusione di una lotta, eterna e senza fine. Non può esistere una puntata finale per una serie come Carnivale. L'unico finale possibile è il giudizio universale, e quindi la catastrofe e il riaffermarsi del nulla.

PS: Ho evitato in qualsiasi modo di fare riferimento alla trama per qualsiasi curioso che abbia voglia di vedere Carnivale. (Tranquilli si trova in streaming).

Roberto Mazzarelli


9 commenti:

  1. "Prima dell'inizio, dopo la grande guerra del Cielo contro l’Inferno, Dio creò la terra e ne concesse la sovranità a quella scaltra scimmia che chiamò uomo, e per ogni generazione nacque una creatura della luce e una creatura della notte. Ed eserciti sterminati lottavano e perivano in nome dell’antica guerra tra il bene e il male. Un’epoca incantata, l’epoca dei grandi, un’epoca di eccezionale crudeltà, un’epoca eterna, fino al giorno in cui un falso sole esplose sulla Trinità, e il prodigio abbandonò l’uomo lasciandolo in balia… della Ragione".
    Clancy Brown (Padre Justin): “Carnivale è la storia della lotta tra le forze del bene e quelle del male. La battaglia finale tra Dio e Satana. Noi siamo i prodotti di questa battaglia. Siamo creature della luce, o siamo creature dell’oscurità?
    Bellissima io l'ho vista!

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  2. La cosa che mi ha colpito di più in questa serie televisiva è la qualità della fotografia, infatti la stessa rende meravigliosamente bene l'idea di un'ambiente polveroso ed arido. Eccezionali poi le inquadrature che lasciano molto spazio al cielo, sconfinato e azzurrissimo.

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  3. Si hai ragione c'è una fotografia impressionante. Che punta molto a valorizzare i paesaggi, eppure senza dare mai l'impressione di un'immagine cartolina.

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  4. Anche io l'ho vista e ho avuto l'impressione di trovarmi di fronte a qualcosa di veramente diverso da una serie tv.E l'accostamento a Lynch è quantomai pertinente.Carnivale odora di Lynch a ogni fotogramma...

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  5. Voglio recuperarlo assolutamente. Per fortuna è approdata Sky Atlantic.

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  6. "le serie televisive, oggi, sono qualitativamente superiori a qualsiasi prodotto cinematografico in circolazione"
    Già quando uno parte così, parte male. Come si fa, a priori, a dire una cosa del genere? Perchè il continuo paragone Cinema-Serie? Sono due prodotti destinati entrambi alla televisione ma completamente diversi. Come si può anche solo immaginare di paragonarli?

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  7. cari tutti grazie per i vostri recenti commenti... ma questo blog non è più attivo da due anni. se può interessarvi c'è un nuovo progetto editoriale da me curato, un web magazine di cinema e arti visive. il sito è www.cinevisionimagazine.com
    seguiteci qui o cercateci su facebook.
    inoltre sono davvero convinto che può interessarvi, vi linko un mio approfondimento su carnivale pubblicato qualche mese fa sulla mia rivista.
    http://www.cinevisionimagazine.com/#!Carnivale/c1sgm/26160112-CC26-459B-A48D-47DD739263BC

    grazie e buona serata

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  8. Peccato, la serie avrebbe meritato di piu', mi domando se si possa proseguire la "visione" su qualche libro

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  9. Ho appena aperto una petizione per HBO, per prendere in considerazione la Terza Stagione: https://www.change.org/p/hbo-carnivale-season-3
    :)

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